Le 100.000 lire tipo "Caravaggio" I e II tipo

Banconote

Questa volta parliamo della banconota da 100.000 lire detta “Caravaggio“, in realta’ le banconote sono  due, fra loro molto simili ma non esattamente uguali, e sono denominate rispettivamente: “Caravaggio I° Tipo” e “Caravaggio II° Tipo”. Il Caravaggio I° Tipo fa’ parte di quella serie di biglietti emessi dalla Banca d’Italia negli anni ’80, ma rivisitati  nel corso degli  anni ’90 con un restyling della grafica che, pur mantenendo i personaggi rappresentati nei tagli maggiori (50.000 e 100.000 lire) perfeziona le caratteristiche iconografiche dei biglietti precedentemente emessi, migliorando nel contempo, grazie all’introduzione di nuovi e piu’ sofisticati sistemi di sicurezza, la lotta alla contraffazione, divenuta sempre piu’ difficile da contrastare per la massiccia diffusione in campo grafico di potenti sistemi computerizzati, scanner ad alta definizione, ecc.
Il personaggio celebrato in questa banconota e’ uno dei maggiori artisti italiani di tutti i tempi, si tratta di Michelangelo Merisi dettoCaravaggio.Partiamo dalla parte finale dell’ultima frase, da quel “dettoCaravaggio”.

Caravaggio e’ una piccola cittadina in provincia di Bergamo dove il pittore trascorre la sua infanzia e non e’, come si e’ creduto fino al 14 febbraio 2007, il suo luogo di nascita.Questa certezza e’ dovuta alla scoperta del dott. Vittorio Pirami, un distinto signore di Pistoia di 67 anni, appassionato di storia dell’arte e di paleografia, abituale frequentatore di archivi, senza essere un  ricercatore di professione, con un passato di brillante manager nella grande distribuzione; il quale, grazie al rinvenimento dell’atto di battesimo del pittore, ritrovato nell’Archivio Diocesano di Milano,   accerta, dopo una disputa durata oltre ottanta anni, che Michelangelo Merisi  nasce  a Milano il 29 settembre 1571, da Fermo Merisi e Lucia Aratori.La scoperta di cui sopra e’ avvenuta, come si usa dire, per “serendipity”, ovvero cercando una cosa se ne e’trovata un’altra, infatti il dott. Vittorio Pirami cercava notizie su oscuri maestri di stanza a Milano e non certo su un esponente di spicco della pittura italiana come il Caravaggio.Questo e’ il testo del certificato rinvenuto nella chiesa di Santo Stefano in Brolo a Milano:“Adi 30 fu batz.o Michel angelo f.de d. fermo merixio ed d. Lutia de oratori bus / compare d. fran.co sessa” ovvero: “Oggi 30 fu battezzato Michel Angelo, figlio del signor fermo Merisi e della signora Lucia Aratori. Compare il signor Francesco Sessa”.

Michelangelo Merisi, giovane ricco di talento, a soli 13 anni nel 1584 entra come allievo nella bottega del pittore Simone Peterzano, allievo di Tiziano, dove apprende le tecniche pittoriche del realismo lombardo e del rinascimento veneto.Nel 1592 si trasferisce a Roma dove per i primi anni e’ costretto a lavorare, eseguendo principalmente riproduzioni, nelle botteghe dei più noti artisti del tempo, fino al momento in cui  riesce a vendere  il quadro  “I Bari” al Cardinal Francesco Maria del Monte, il quale diventa cosi il suo primo estimatore e per sottolinearne l’apprezzamento lo ospita nella sua dimora romana di Palazzo Madama.Il suo stile pittorico e’ davvero rivoluzionario, non solo per le forti contrapposizioni nelle illuminazione dei soggetti utilizzata, ma sopratutto per il suo categorico rifiuto della tradizionale ed imperante identificazione del buono con il bello e del cattivo con il brutto.La sue opere  si caratterizzano in maniera sempre più incisiva per i forti contrasti luminosi, fra una luce intensa, quasi accecante  e un ombra che tende a diventare oscurità impenetrabile, inoltre la cruda  rappresentazione di corpi quasi nudi nella loro realistica fisicità, rendono le sue tele potenti emanatrici di una intensa tensione drammatica.A Roma per Caravaggio iniziano gli anni piu’ proficui dal punto di vista creativo, lavora per i  Barberini,  i Borghese, i Giustiniani, i Colonna e i Massimi, creando opere di altissimo livello, ma nello stesso tempo si susseguono nella sua vita privata schiamazzi, risse, duelli,  denunce e processi, che culminano nel 1606 con l’uccisione di Ranuccio Tommasoni da Terni, suo rivale in amore.

Raggiunto dalla condanna alla decapitazione per l’omicidio commesso, Caravaggio per evitarla inizia una vita da fuggiasco attraverso Genova, Napoli, Malta, Siracusa, Messina e Palermo; anche durante questi anni Caravaggio dipinge quadri molto interessanti come ad esempio la “Madonna del rosario” e  la “Resurrezione di Lazzaro”.Infine mentre a Roma i suoi protettori di adoperano per fargli ottenere la grazia, Caravaggio si spegne a Porto Ercole, in una febbricitante e vaneggiante solitudine, pressola locale Confraternita il 18 luglio 1610.Solo pochi giorni dopo arrivera’ la grazia e con essa il permesso di rientrare a Roma.

Descrizione della banconota

Per quanto riguarda il fronte del biglietto troviamo sulla parte destra un ritratto del Caravaggio riprodotto da un disegno del pittore Ottavio Leoni e attualmente conservato presso la Biblioteca Marucelliana di Firenze, mentre al centro trova posto un particolare del dipinto di Michelangelo Merisi intitolato “La buona ventura” conservato a Parigi presso il Museo del Luovre, a sinistra in basso si può ammirare la riproduzione di un ramoscello, particolare di un dipinto del Caravaggio denominato “Riposo nella fuga in Egitto”, conservato presso la Galleria Doria Pamphili di Roma.Nel retro del biglietto e’ riprodotto il notissimo “Canestro di frutta”  conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano e, solo sul Caravaggio I Tipo,  troviamo sullo sfondo un edificio tratto dal dipinto “Il sacrificio di Isacco”, ora conservato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.Si tratta di un biglietto dai colori bruno-cerei che risulta un po’ serioso, ma che riesce a trovare, in particolar modo nel Caravaggio II Tipo, una felice sintesi fra una piacevole grafica  e una scelta dei colori e dei contrasti particolarmente indovinata.

Caratteristiche e riferimenti

  • Bozzetto:             Guglielmo Savini
  • Incisione:           Trento Cionini (recto) e Giorgio Capponi (verso)
  • Stampa:               Stampato in calcografia e letter-set
  • Carta:                   Carta lievemente colorata
  • Dimensioni:       mm. 156 x 70
  • Circolazione:     Per il  I° Tipo dal 20 giugno 1984 al 31 dicembre 2001,    per il II° Tipo dal 12 dicembre 1994 al 31 dicembre 2001
  • Firme:                  Per il I° Tipo: Carlo Azeglio Ciampi (Governatore) e Vittorio Stevani (Cassiere), per il II° Tipo: Antonio Fazio (Governatore) e Fortunato Speziali (Cassiere)
  • Contrassegno:     Leone alato di Venezia sopra agli stemmi di Pisa, Genova e Amalfi (rosso e bruno)