Le 500.000 lire "Raffaello"

Banconota

Ricordate questa bellissima banconota, la cui visione ci riempiva d’orgoglio se solo riuscivamo ad averne una che ci occhieggiasse dal portafoglio, sembrava un piccolo tesoro, una promessa di felicità, quasi una chimera.
Siamo sul finire degli anni ’90, quando questo biglietto, quasi da ostentazione per il suo alto valore, vede la luce, prodotto presso lo stabilimento della Banca d’Italia al numero 417 della Via Tuscolana in Roma, uno stabilimento protetto come un bunker, dove le macchine da stampa calcografiche sfornano in milioni di esemplari questa piccola meraviglia. Connubio sublime tra l’arte intramontabile e la più raffinata tecnologia, estro artistico e calcolo razionale in un unico oggetto, stampato in oltre 100 milioni di pezzi e fruibile (quasi) da tutti.Stiamo parlando del biglietto da 500.000 lire, il taglio più alto in lire mai emesso dalla Banca d’Italia e ultima banconota emessa in lire, infatti come e’ noto, dal primo gennaio 2002 la circolazione monetaria in Italia, come del resto nelle altre nazioni facenti parte della Comunita’ Europea, e’ basata sull’ Euro, la moneta unica europea, nata con l’obiettivo di unificare le nazioni aderenti alla Comunità ad iniziare dallo scambio monetale, dalle grandi transazioni “regionali” ai piccoli acquisti che facciamo quando siamo fuori dell’Italia.Questo biglietto, emesso dalla Banca d’Italia nel 1997, e’ un vero capolavoro, sia dal punto di vista artistico che da quello della sicurezza contro le contraffazioni nummarie, e’ la vetta più alta raggiunta dopo una lunga catena esperenziale di progetti, disegni, bozzetti, prove di stampa e prototipi.Per quanto riguarda la sicurezza vengono utilizzate tutte le tecniche e tecnologie che nel momento della progettazione del biglietto sono le più avanzate: filigrana a punto fisso, microscritture, calcografia, doppio effetto di colore, filo di sicurezza, registro di stampa, la combinazione alfanumerica, ecc. La celebrazione del genio pittorico di Raffaello Sanzio da Urbino (1483-1520), attraverso la riproduzione di alcune sue opere e di un suo ritratto sulle banconote, le rende a loro volta veri e propri multipli d’arte.Le banconote infatti oltre ad essere principalmente segno monetale, esprimono una serie di simboli e significati che vanno al di la’ della loro valenza economica, tali segni attengono alla storia, all’arte, alla scienza, alla natura, all’economia, all’industria e alla vita civile; in buona sostanza esse esprimono e documentano la nostra storia culturale. Urbino, la città natale di Raffaello e’ un centro di grande fermento culturale, che tra i suoi esponenti annovera Piero della Francesca, Luciano Laurana e il Perugino, nella cui bottega il giovane pittore esercita il suo apprendistato, assimilando e quindi superando l’arte dei suoi maestri.Nel 1504 si trasferisce a Firenze dove entra in contatto con artisti del calibro di Leonardo e di Michelangelo, e’ il periodo dei raffinati ritratti come la “Dama col liocorno” e delle celebrate Madonne come la “Madonna del cardellino”.L’Urbinate coniuga nelle sue opere, oltre all’arte dello sfumato, la composizione piramidale di Leonardo, con la tensione dinamica espressa nei corpi nudi raffigurati da Michelangelo, raggiungendo nelle sue composizioni una felice sintesi tra concretezza realistica e perfezione formale.Nel 1508 viene chiamato a Roma dal Papa Giulio II e dal 1511 affresca la “Stanza delle Segnature” e la “ Stanza di Eliodoro” dove, con sapiente alchimia creativa, attraverso la raffigurazione di soggetti allegorici rappresentanti il Vero e il Bene, celebra il matrimonio fra il pensiero antico precristiano e la rinnovata opera del cristianesimo.Con la successione papale di Leone X muta il clima culturale della capitale e Raffaello ne diviene il maggiore interprete, assommando incarichi pittorici, architettonici ed archeologici, proprio per questi ultimi si dedica fra l’altro alla rilevazione della pianta di Roma antica, attraverso la creazione di una bottega di notevoli dimensioni e la collaborazione di artisti come Perin del Vaga e Giulio Romano.Alla morte del Bramante, nel 1514, il grande pittore rinascimentale diventa architetto capo della Fabbrica di S. Pietro, in questa veste opera una scelta architettonica di grande momento, modificando la pianta della Basilica dall’originale progetto bramantesco a “croce greca” (navata e transetto di eguale lunghezza) in una pianta a “croce latina” (navata e transetto di lunghezza differente), creando cosi un effetto di lontananza e di percorso da esperire tra il credente e Dio.Inoltre attraverso la moltiplicazione delle cappelle e l’inserimento di stretti camminamenti, conferisce all’immensa Basilica romana un forte senso di chiaroscuro pittorico che favorisce nel visitatore la percezione metafisica del trascendente, creando un’atmosfera rarefatta di statica immutabilità che rimane sospesa nell’attesa dell’evento rivelatore.

Descrizione della banconota

Il fronte della banconota da 500.000 “Raffaello” presenta sulla destra il ritratto del pittore urbinate ripreso da un suo autoritratto del 1506, e attualmente conservato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze, mentre al centro campeggia un particolare dell’affresco “Il trionfo di Galatea” conservato presso Villa della Farnesina di Roma.Sul retro viene riprodotto un particolare de “La Scuola di Atene” di Raffaello, un magistrale esempio di equilibrio spaziale e compositivo, che impreziosisce la Stanza della Segnatura in Vaticano.Da una analisi d’insieme possiamo agevolmente rilevare l’armonia delle forme, la ricchezza delle sfumature colorimetriche e il contrasto gentile fra il soggetto e lo sfondo. La generale gradevolezza dell’insieme unito all’intima percezione di trovarsi di fronte a qualcosa di particolarmente raro e prezioso, riescono a raggiungere in questo biglietto vette che restano assolutamente ineguagliabili.

Caratteristiche e riferimenti 

  • Bozzetto:                 Guglielmo Savini
  • Incisione:               Trento Cionini (recto) e Giorgio Capponi (verso)
  • Stampa:                    Calcografia e offset, in tipografico la numerazione
  • Carta;                        Lieve tonalita’ gialla
  • Dimensioni:            mm. 78 x 163
  • Circolazione;          dal 15 settembre 1997 al 31 dicembre 2001
  • Firme:                       Antonio Fazio (Governatore) e Angelo Amici                                           (Cassiere)
  • Contrassegno Leone alato di Venezia sovrapposto agli stemmi di Pisa, Genova e Amalfi (in blu)
  • Decreti:                    13.05.1997      25.07.2001
  • Tiratura:             107.800.000              168.000