Trento Cionini – Il Maestro della Banconota

Banconote

 

La banconota, strumento di comunicazione economica, e’ uno dei piu’ pregevoli prodotti a stampa che esista in quanto la precisione del tratto e l’armonia d’insieme devono evocare un oggetto di valore e quindi un simbolo riconoscibile di scambio economico. I suoi tratti essenziali sono la bellezza estetica e la fiducia nella sua intercambiabilita’.
La qualita’ della sua immagine e della sua grafica la riscatta da quanto per molti secoli e’ stata considerata: “ lo sterco del demonio”, ultimo recesso e scoria maleodorante del male personificato nel Diavolo; inoltre la qualifica come oggetto di pregio e di valore. La bellezza quindi, come strumento di redenzione.
La fiducia nell’emittente: Governo, Stato, Istituto di emissione pubblico o privato, e’ indispensabile perche’ venga accettata, come inequivocabile simbolo valoriale, evocativo di ricchezza, solidita’ e benessere, garanzia di accettazione del segno cartaceo ai fini della acquisizione di beni di consumo e servizi.
Trento Cionini grazie alla maestria della sua arte, ha fatto in modo che avvenisse questa sublimazione, trasformando la banconota da semplice foglietto di carta multicolore di incerto significato a concreto segno economico di valore inequivocabile.
La Mostra antologica “ Trento Cionini – Il Maestro della banconota “ svoltasi presso il Palazzo Ducale di Urbania dal 20 settembre al 3 novembre 2003, ne ha celebrato lo spessore di artista proteiforme e duttile, proponendo una sintesi ragionata ed estesa della sua produzione, esperita durante una vita spesa al servizio della bellezza.
Curata dal Prof. Crapanzano con l’impegno e l’attenzione del grande studioso di cartamoneta, ma anche con l’affetto del fedele amico, e’ stato un doveroso omaggio ad un grande e poliedrico Maestro, incisore, artigiano, artista, docente ed infine o forse meglio fin dall’inizio “ Virtuoso del bulino “.
Cionini nacque ad Urbania il 23 aprile 1919 e frequento’ l’istituto di Belle Arti di Urbino, nel 1940 entro’ nel Poligrafico dello Stato e dopo aver realizzato alcuni fra i piu’ belli francobolli italiani venne chiamato a fare il disegnatore e l’incisore in Banca d’Italia.
Come incisore della Banca d’Italia Cionini creo’ le piu’ famose banconote dagli anni ’60 fino agli anni ’90, per citarne solo alcune: 10.000 lire Michelangelo, 5.000 lire Colombo 1 tipo e 2 tipo, 5.000 lire Bellini, 100.000 lire Caravaggio; fino al suo ultimo capolavoro rappresentato dalle 500.000 lire Raffaello.
La sua prima incisione in Banca d’Italia fu proprio quella del 10.000 lire Michelangelo. Come d’uso il diritto di una nuova banconota veniva affidato all’Incisore anziano che a quel tempo era Mario Bajardi, mentre il rovescio del biglietto considerato di importanza secondaria, era affidato al giovine di belle speranze.
Cionini incise con il suo bulino la lastra di rame, imprimendo allo strumento tutto l’entusiasmo che aveva, riuscendo a cogliere la profondita’ prospettica e l’eleganza architettonica della scalinata che ammette al Campidoglio cosi come l’aveva immaginata e realizzata Michelangelo.
Quando la banconota entro’ in circolazione molti furono quelli che giudicarono il rovescio del biglietto piu’ bello del diritto, sia fra i critici d’arte sia fra i membri del Direttorio della Banca d’Italia.
Il 500.000 lire “Raffaello” , di cui un particolare e’ riprodotto sulla copertina del Catalogo della Mostra di Urbania, e’ l’ultima banconota della quale Cionini ha inciso con grande maestria il diritto, in seguito con l’adesione dell’Italia all’Euro dal 1 gennaio 2002 la Banca d’Italia ha perso il privilegio della emissione.
La Mostra sviluppata attraverso un percorso cronologico ha raccolto i francobolli, le banconote e le prove di stampa, sia nazionale che internazionale, i disegni e le caricature eseguite del Mestro.
L’ esposizione di Urbania ha conseguito un grande consenso di pubblico e l’abbraccio affettuoso di amici ed estimatori, fra gli altri il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il quale non potendo partecipare per impegni istituzionali all’inaugurazione della Mostra inviava un telegramma nel quale proclamava stima ed ammirazione, per l’apprezzato collaboratore degli anni nei quali l’ex Presidente era il Governatore della Banca d’Italia, per il suo contributo all’ “Arte della banconota”.
Cionini oltre a possedere una indiscussa abilita’ manuale aveva una velocita’ di esecuzione straordinaria e possedeva inoltre la capacita’ di imitare lo stile degli altri incisori.
A riprova di questo, nel caso del 10.000 Michelangelo avendo il nostro gia’ ultimato il rovescio della banconota, mentre Bajardi era ancora a meta’ del viso di Michelangelo per il fronte della banconota, Cionini si offerse di incidere uno dei due occhi ancora mancante, imitando con successo lo stile dell’Incisore anziano.
La banconota e’ un prodotto particolarmente complesso e raffinato, in quanto deve contenere una serie di elementi predefiniti e discordanti come le immagini, gli elementi grafici, l’intestazione dell’ente emittente, le indicazioni del valore, la numerazione, le firme, la filigrana, i sistemi di sicurezza ecc. Il compito dell’artista e’ proprio quello di integrare una congeria di elementi divergenti in un oggetto piacevole, di equilibrio grafico e cromatico soavemente armonico.
Ma non tutto va’ sempre come dovrebbe: nei primi anni ’80 occorreva stampare una nuova banconota da 1.000 lire, e la scelta dell’immagine che doveva rappresentare il grande esploratore veneziano Marco Polo cadeva su un ritratto di modesta fattura, di autore anonimo, conservato presso la Galleria Doria Pamphili.
Nessuno lo riconosceva nemmeno gli appassionati o i critici d’arte. A riprova di quanto appena scritto, il grande storico e critico d’arte Federico Zeri, in una relazione tenuta nel 1996 in occasione della inaugurazione del Museo della Cartamoneta della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma, guardando la banconota in oggetto rilevava argutamente che non si trattava di Marco Polo ma di un “ anonimo veneziano”.
Artigiano o Artista? Cionini era sia l’uno che l’altro, nelle sue incisioni riusciva a creare o a ricreare con il bulino delle autentiche opere d’arte che riprodotte in serie sono diventati dei multipli d’arte, destinati alla circolazione monetaria.