“Il vero e il falso” – Mostra sulla storia del falso monetario

Banconota

 

 

“La storia del denaro falso inizia con la storia stessa del denaro”, questo argomento ripetuto nel corso degli anni da diverse schiere di oratori nei convegni sulla falsificazione del denaro (monete, banconote, assegni, moneta elettronica, ecc.) e’ senz’altro vero, ma grazie al dott. Fiorenzo Catalli, uno dei relatori del Convegno “Il vero e il falso”, svoltosi il 26 novembre u.s. a Roma, si e’ arricchito di una ulteriore declinazione, quella squisitamente storica, ovvero l’analisi del concetto di “moneta vera e di moneta falsa” nel mondo antico e medioevale.

Tale concetto, invece di essere correlato all’autorita’ emittente come e’ attualmente, era collegato direttamente alla qualita’ del metallo utilizzato ed al peso della moneta, infatti le monete di buon metallo e di buon peso, emesse da autorita’ o personaggi che, per quanto influenti erano privi della autorizzazione formale alla battitura di moneta, avendo una buona diffusione ed incontrando una universale accettazione, facevano parte a pieno titolo della circolazione monetaria.
Addirittura alcune citta’ o Stati, per sfruttare la conquistata riconoscibilita’ ed i vantaggi economici acquisiti sui i mercati internazionali, di una moneta emessa da un altro Stato, decidevano di coniare una propria moneta del tutto simile, imitandone taglio, peso, metallo e tipologie.
In altri casi era la stessa autorita’ emittente che, a fini meramente finanziari e remunerativi , alterava la qualita’ del metallo della moneta emessa.
La Mostra, inaugurata dal Convegno “Il vero e il falso” e organizzata dal Comando Generale della Guardia di Finanza e dal Museo Storico del Corpo, rimarra’ aperta con ingresso gratuito fino al 20 gennaio 2009 con orario 9.00 – 13.00, presso il Salone d’Onore della Caserma “Generale Sante Laria” in Piazza Armellini n. 20 Roma (tel. 06/44238841).
Il tema della Mostra e’ la storia del falso monetario o nummario, attraverso a una serie di teche espositive, nelle quali sono affiancate monete o banconote autentiche con le corrispettive false in modo da poterle agilmente comparare, integrate da una serie di pannelli nei quali sono raffigurati alcuni particolari molto ingranditi, che sono determinanti per stabilire l’originalita’ o la falsita’ degli esemplari esposti, permette di ripercorre l’evoluzione del fenomeno della falsificazione attraverso un avvincente viaggio lungo l’asse del tempo.
Particolarmente interessante e’ la ricostruzione di una tipografia clandestina sita a Pomezia e sequestrata lo scorso giugno nel corso della “ Operazione Benjamin” dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria, nella quale venivano stampati dei dollari quasi indistinguibili dagli originali.
Un settore specifico della mostra e’ dedicato alle banconote in Sterline dell’ “Operazione Bernhard”, la piu’ grande e meglio riuscita operazione di falsificazione della storia sia per la quantita’ (circa 132 milioni di sterline), sia per l’ altissima qualità dei falsi riprodotti nei piu’ minimi particolari ed invecchiati ad arte, sia per la capillare diffusione che questi biglietti ebbero; ad esempio anche la famosa spia denominata “Cicero”, l’attendente dell’Ambasciatore della Corona Inglese ad Ankara in Turchia durante la Seconda Guerra Mondiale, venne pagata con 300.000 di queste Sterline false.
Queste banconote erano prodotte, sotto la minaccia dei nazisti, da 137 internati ebrei, specialisti nella lavorazione della carta, tipografi, chimici e bancari, presso il Campo di Concentramento di Sachsenhausen in Germania,.
Recentemente dal libro dell’unico superstite Adolf Burger “L’officina del diavolo” e’ stato tratto un film “Il Falsario” che ha vinto l’Oscar 2008 per il miglior film straniero.
La mostra prende le mosse dai falsi dalle monete dall’epoca greco-romana, attraverso i denari d’argento della Roma Repubblicana, ai sesterzi dell’Impero Romano, alle lire e gli euro, fino a giungere alla falsificazione delle carte di debito tipica dei nostri giorni.
Le banconote false sono sicuramente una vero cancro per la circolazione monetaria, perche’ minano la fiducia nello strumento principale di scambio sul quale poggia l’intero sistema economico e finanziario di un Paese.
Eppure viste in questa sede, lontano dal clamore della cronaca, sterilizzate e cristallizzate nel loro confronto con l’originale, viene da ammirarle e da apprezzare l’ingegno umano ed il grande artigianato, di chi pur infrangendo la legge, si cimenta in operazioni di questo genere.