La Banca d’Italia

Banca d'Italia - Palazzo Koch

Dopo l’Unita’ d’Italia avvenuta nel 1861 e completata con la conquista dello Stato Pontificio conla “Breccia di Porta Pia” nel 20 settembre del 1870, le Banche emittenti banconote che operavano sul territorio italiano erano sei:la Banca Nazionale nel Regno,la Banca Nazionale Toscana,la Banca Toscana di Credito, il Banco di Napoli, il Banco di Sicilia e la Banca Romana.

L’esigenza di un necessario riordino del sistema creditizio interno, accelerato in seguito allo scandalo della Banca Romana di Tanlongo, e la necessita’ di unificare in un unico istituto l’emissione delle banconote, ai fini di una maggior credibilita’ internazionale, ebbero finalmente il sopravvento sugli interessi di parte e sulle spinte di carattere regionalistico; venne cosi varata le legge che istituì  la Banca centrale italiana.

Le prime tre banche citate vennero riunite con legge n. 449 del 10 agosto del 1893, creando in questo modo la Banca d’Italia (denominata in seguito BdI) con la prerogativa della emissione di banconote, privilegio  conservato anche al Banco di Napoli ed al Banco di Sicilia fino al 1926, mentre la Banca Romana venne posta in liquidazione.

Nel 1928 la BdI venne riorganizzata eal DirettoreGenerale venne aggiunto un Governatore  dotato di maggiori poteri.

Tra le principali aree di attivita’ della BdI ricordiamo quelle di: Istituto di emissione, Banca Centrale, Organo di Vigilanza, Rapporti con gli Istituti finanziari esteri e Consulenza al Governo.

 

Punto d’onore e fondamento della cultura aziendale e’ che la BdI sia autonoma dal potere politico, in quanto il Governo che nominava senza scadenza il Governatore non aveva poi la facolta’ di rimuoverlo, quindi il Governatore non avendo la necessita’ di mostrare riconoscenza per chi lo aveva nominato, poteva operare nel modo da lui ritenuto piu’ idoneo per il bene generale del Paese, al di la’ di ogni valutazioni politica inevitabilmente di parte.

 

Le recenti vicende che hanno contrassegnato l’era Fazio, risoltesi dopo fin troppo tempo, causando una gravissima perdita di credibilita’ internazionale, hanno consigliato al Legislatore di limitare a sette anni la durata in carica del Governatore, periodo questo sufficiente per poter impostare e perseguire le proprie idee in tema di politica economica e finanziaria, sfalsandone l’inizio e la durata in carica con quella teorica del  Governo nominante, espressione della Legislatura vigente, che e’ quella di cinque anni; questo al fine di mantenere quella autonomia di cui in BdI vanno particolarmente orgogliosi.

L’organizzazione apicale della BdI e’ la seguente:

  • il Governatore che insieme al Direttore Generale e ai  tre Vicedirettori Generali costituiscono il Direttorio.
  • il Consiglio Superiore composto dal Governatore e da tredici consiglieri nominati presso tredici Sedi regionali della Banca d’Italia.
  • l’Assemblea Generale dei Partecipanti (al capitale) ovvero gli azionisti.

Attualmente il capitale della BdI, versato nel 1936 quando la BdI divenne Istituto di diritto pubblico, e’ equivalente a 156.000 euro, ed e’ rappresentato da 300.000 quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ognuna.

I maggiori azionisti sono Intesa Sanpaolo, UniCredito, Banco di Sicilia, Assicurazioni Generali, Cassa di Risparmio di Bologna ed INPS, mentre il resto del capitale e diviso fra Banche, Casse di Risparmio ed in misura minore Assicurazioni.

E’ interessante notare che la composizione degli azionisti della BdI e’ nota solo grazie ad una certosina ricercadi Fulvio Coltorti Responsabile di Ricerche & Studi di Mediobanca, pubblicata il 4 gennaio 2004 su “Famiglia Cristiana”; fino ad allora la composizione dell’azionariato della BdI era ritenuta notizia “riservata”, solo dal 2005 l’elenco degli azionisti e’ stato pubblicato sul sito ufficiale della BdI.

Recentemente con l’avvento della Unione Monetaria Europea e la nascita della Banca Centrale  Europea (BCE), la BdI ha perso alcune specifiche funzioni relative alla emissione e al controllo della circolazione monetaria, pur rimanendo l’istituzione deputata alla vigilanza sulle attivita’ finanziarie e al controllo della stabilita’ dell’economia italiana.