Amadeo Peter Giannini

Ad Amodeo Peter Giannini bastavano i calli sulle mani, come garanzia, per accordare un prestito a chi lo chiedeva. Chi era Amodeo Peter Giannini? Un banchiere? Un filantropo? Uno che aveva capito come usare il denaro senza diventarne schiavo? Partiamo dall’inizio della storia. Giannini nasce a San Josè in California il 6 maggio del 1870, da Luigi Giannini e Virginia Demartini, emigrati in America per fare fortuna non appena sposati (lui 29 anni e lei 14 anni) da Favale di Malgaro, un paesino dell’entroterra ligure sulle montagne dietro a Rapallo. A San José i genitori di Giannini, con i pochi risparmi racimolati in patria, che si rendono conto non essere sufficienti per l’acquisto di un pezzo di terra, affittano una casa con poche camere e la trasformano in una pensione per poi passare a gestire un vero e proprio hotel. Virginia, la mamma, vedova a 22 anni e con tre figli da allevare, decide saggiamente di risposarsi, scegliendo Luigi Scatena, un piccolo coltivatore che, dotato di una pariglia di cavalli e di un carrettino, trasporta prodotti agricoli sui moli di S. Francisco. Scatena in pochi anni diventa un affermato grossista di frutta e verdura, che compra dai contadini della vallata e rivende alle navi ormeggiate al porto di S. Francisco. Amodeo prosegue negli studi e nel frattempo aiuta Scatena nelle pubbliche relazioni della Lorenzo Scatena & Company; è cosi bravo che il patrigno lo associa all’azienda prima al 30% e poi al 50%. Nel 1892 Giannini sposa una coetanea, Clorinda Flores Cuneo, che è la figlia di uno dei più ricchi italo-americani di San Francisco. A 31 anni, decide che non vale la pena di continuare a lavorare con il fine di diventare più ricco, per cui vende il 50% della sua azienda ai dipendenti che, pagandolo con i futuri introiti, gli avrebbero assicurato un reddito sufficiente per vivere comodamente. Le esperienze vissute lo hanno aiutato a farsi una precisa idea del potere ambiguo del denaro: “Non voglio diventare troppo ricco, perché nessun ricco possiede il denaro, ma ne è posseduto”, regola alla quale Giannini non ha mai derogato. Alla morte del suocero, viene invitato a gestire il patrimonio di famiglia, nel quale sono presenti anche azioni delle maggiori banche di San Francisco tra cui la Columbus Saving and Loan, che gli propone un posto da dirigente nella banca. Nella stessa banca molti italiani effettuano le rimesse in patria dei loro risparmi, ma il cambio è svantaggioso e il tasso è molto elevato, 5/6%. Dopo aver lottato inutilmente per due anni contro questa politica bancaria, Giannini fonda il 17 ottobre del 1904 la Bank of Italy dove il cambio è onesto ed il tasso del 2%. La Bank of Italy si basa su un azionariato diffuso, ognuno può possedere al massimo 100 azioni delle 3000 distribuite e del valore di100 $. Gli azionisti sono idraulici, panettieri, pescatori, agricoltori, barbieri, gente che non è mai entrata in una banca; la maggior parte possiede da 1 a 4 azioni. Ma la notte del 18 aprile 1906 un terremoto di proporzioni inaudite distrugge gran parte di San Francisco. Giannini dopo solo sei giorni dalla catastrofe, apre una sede di fortuna della Bank of Italy nella casa del fratello medico, con una insegna che dice “Prestiti come prima, più di prima”. Dopo due giorni lascia la gestione della sede provvisoria ai soci e con un carretti- Personaggi AMODEO PETER GIANNINI no, dotato di una piccola cassa di banconote, si avventura nei quartieri della città semidistrutta, dove offre prestiti in cambio di foglietti firmati da immigrati di ogni nazione. Quando finalmente anche le altre banche aprono gli uffici, gli immigrati ritirano i loro risparmi per depositarli, riconoscenti, nella Bank of Italy, la banca di un galantuomo come Giannini. Nel 1909, dopo l’entrata in vigore della legge che consente il “branch banking”, la Bank of Italy apre la sua prima filiale a San Josè, città natale di Giannini. Negli anni successivi, le filiali aumentano e anche i depositi che assommano a 11 milioni di dollari alla fine del 1912. Nel 1922 la Bank of Italy ha 22 filiali e, visti i risultati della grande espansione, i consiglieri della banca propongono per il Vicepresidente Giannini, oltre allo stipendio, un premio annuo di 50.000 $. Ma Amodeo Peter, che ha già un patrimonio di 500.000 $, fedele alla sua filosofia sul denaro “… chiunque desidera avere più di 500.000 $, deve correre dallo psichiatra” rifiuta tale premio. Nel 1930 la Bank of Italy diventa la “Bank of America National Trust and Saving Association” e, chiudendo i conti ed esaminando i sospesi, si accorge che dei prestiti concessi il 96 % è stato rimborsato. Una percentuale altissima rispetto a quello delle banche tradizionali che prestano i soldi solo a chi già ne ha. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Giannini si adopera per facilitare gli aiuti verso la sua Patria, in particolare quelli previsti dal Piano Marshall, anticipando senza interessi tutti gli importi diretti verso l’Italia. A settantacinque anni, lascia la Presidenza della Bank of America che nel frattempo è diventata la più grande Banca del mondo e ad ottanta anni muore sereno con un conto in banca di 499.000 $

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