Assegni a taglio fisso

 

Gli assegni a taglio fisso rientrano nella monetazione d’emergenza, circolazione monetaria caratteristica dei periodi di carenza della cartamoneta. Durante la Repubblica Sociale (23-9-1943/25-4-1945) la limitata disponibilita’  dei biglietti della Banca d’Italia indusse il Governo, presieduto da Mussolini, ad autorizzare numerose banche all’emissione di assegni bancari, circolari e vaglia cambiari, da immettere nella circolazione monetaria come cartamoneta ufficiale, assumendone tutte le caratteristiche legali e giuridiche. Le caratteristiche principali di questo tipo di assegni sono:

  • la data ricadente nel periodo della Repubblica Sociale
  • l’importo fisso, prestampato o apposto attraverso dei timbri
  • l’ordinatario (il beneficiario del titolo di credito) dell’assegno sia un funzionario della banca emittente.

I tagli degli assegni a taglio fisso emessi dalle varie banche variano dalle 5 lire fino alle 100.000 lire, in maggior parte nel centro e nord Italia, pochissime furono le emissioni al sud.

La deliberazione del Governo avvenne tramite un  Bando del 21 settembre 1943 a firma del Comandante Supremo delle Forze Armate, cioe’ il re Vittorio Emanuele III.

L’ art. 1 del citato bando cosi recitava:

I vaglia cambiari emessi dalla Banca d’Italia, gli assegni bancari liberi pure della Banca d’Italia emessi direttamente dall’Istituto medesimo o a mezzo dei propri corrispondenti, i vaglia cambiari del Banco di Napoli, gli assegni circolari emessi dagli Istituti di credito ordinario del direttore o di funzionari delegati dai rispettivi istituti , e da questi girati in bianco, dovranno girare obbligatoriamente come i biglietti di banca…….

 

Anche nel periodo precedente l’R.S.I. vi furono sporadiche emissioni di assegni a taglio fisso.